Progetto allestimento: Arch Gaetano Manganello, Arch Mario Chiavetta
Curatori mostra: Arch Gaetano Manganello, Arch Mario Chiavetta
Luogo: Piazza Politeama, Palermo
Data: 18 Febbraio - 1 Marzo 2017

Progetto pubblicato su:

INTERNI Luglio-Agosto 2017
DIVISARE Marzo 2017

A town, a square an event
CHANGING ARCHITECTURE
landscapes and towns, the value of Architecture

In Palermo, in the square named after Ruggero Settimo, in front of Politeama Garibaldi theatre designed by Damiani Almeyda “CHANGING ARCHITECTURE landscapes and towns, the value of architecture” takes place, as a celebration of the 90th anniversary of the Register of Architects of the Province of Palermo in collaboration with Fondazione Arch of Ragusa. The main value which moved towards the realization of this exhibition was to bring Architecture to the town and its citizens and not just to insiders: setting the exhibition in an urban scenery made Architecture be the witness and the actor of its own value. 
The setting chosen, a public square, could have given a sense of rhetorical self-praise, but the participation, the success, the emotional involvement of the citizens proved the right decision was made by letting Architecture present itself. 
The formal look of the exhibition (a large circle inscribed in a squared frame) curated by Mario Chiavetta and Gaetano Manganello for the Register of Architects of the Province of Palermo and of Ragusa respectively, does not impact on the urban landscape, conversely, it creates a sense of transparency and permeability with its early 20th century “backstage” and the Politeama Garibaldi theatre which result both highlighted.
The formal references draw on and date back to historical architectural signs, from the ancient enclosures to the “tholos”, the theatres and the amphitheaters of the ancient Greek and Roman world, whose presence makes Sicily a unique open-air museum.
The resulting exhibition consists of a formal setting-up of 90 radial slices on a circular structure with four openings, projects designed for several parts of the world and more than 60 architects are involved. Each team or architecture firm shows its contribution to the current architectural debate and illustrates Architecture and its values to Palermo and its citizens, as there is no future without Architecture.
The values described by the name of this event/exhibition/show result in a determined contribution (through works and projects) to the debate to come, which should be more concise and incisive, in order to let architects take back those places intrinsically proper to their “splendid vocation to Art”.  Architecture is an essential cultural resource, a social patrimony  to be used to develop and promote our Country and Beauty: a typical Italian characteristic concerning Arts and Architecture in the Western world. These ideas underline how public administrations have been deaf in not considering Architecture as a pivotal part of public actions so far.
The task of the curators was to enhance people’s attention towards Architecture, first in Ragusa, where the exhibition began on the bridge Ponte Nuovo, and then in Palermo. This travelling exhibition, as it was originally conceived, will continue in areas and squares of the city centre of  Favara Catania and Messina, in order to reach as many people as possible and show that Architecture is the measure of progress and civilization of our country.

una città, una piazza, un evento
CHANGING ARCHITECTURE
paesaggi e città, il valore dell’architettura

La città è Palermo, la piazza è quella intitolata a Ruggero Settimo ove prospetta il Politeama Garibaldi di Giuseppe Damiani Almeyda e l’evento è “CHANGING ARCHITECTURE paesaggi e città, il valore dell’architettura”, voluto dall’Ordine degli Architetti di Palermo per celebrare il 90° anniversario  dalla sua nascita con la FondazioneArch di Ragusa.
Il valore principale che ha mosso la volontà di realizzare l’allestimento è stato quello di portare l’ARCHITETTURA non agli “addetti ai lavori” ma alla CITTÀ ed ai CITTADINI, in una scena urbana dove l’architettura è essa stessa testimone ed attrice del suo VALORE attraverso il nostro allestimento.
Nel contesto della piazza il rischio era quello di tradurre una forma di retorica autocelebrazione dell’architettura. La partecipazione, il successo e l’interesse dei cittadini per l’ARCHITETTURA CHE SI PRESENTA hanno dato ragione alle scelte operate.
L’allestimento curato da Mario Chiavetta e Gaetano Manganello, rispettivamente per gli Ordini di Palermo e di Ragusa, pur se con un forte segno (grande circonferenza inscritta nel quadrato della piazza) determina un aspetto formale che non crea un impatto ma piuttosto una permeabilità ed una trasparenza nella scena urbana con le sue quinte architettoniche dei primi del Novecento e del Politeama Garibaldi evidenziandone la presenza.
Il rimando formale e figurativo affonda ed attinge nei materiali della nostra memoria storica, dai recinti primigeni alle tholos ed ai teatri e anfiteatri del mondo classico e romano dei quali la Sicilia costituisce uno splendido ed unico museo a cielo aperto.
L’esito formale dell’allestimento si traduce pertanto con 90 moduli radiali, su un impianto circolare aperto in quattro punti, con altrettanti progetti per diverse parti del mondo e con più di 60 architetti partecipanti, dei quali ciascuno con un suo gruppo o studio associato testimonia del proprio lavoro in seno all’attuale dibattito architettonico e RACCONTA ALLA CITTÀ ED AI CITTADINI PALERMITANI L‘ARCHITETTURA ED IL SUO VALORE,  senza architettura non c' è futuro per le città.
I valori espressi dal titolo dell'evento/mostra/manifestazione traducono la volontà, attraverso i progetti e le loro opere, di dare un contributo al dibattito che nei prossimi anni dovrà essere più serrato ed incisivo per riappropriarci degli spazi che competono esclusivamente al nostro "SPLENDIDO MESTIERE D'ARTE" nel riconoscimento di come l'architettura si costituisca quale indispensabile patrimonio risorsa culturale e sociale per lo sviluppo e la crescita del nostro PAESE e per la promozione della BELLEZZA che ci ha sempre caratterizzato come modello di cultura artistica ed architettonica per il mondo occidentale. Concetti questi che evidenziano l’essere sordi delle Amministrazioni che hanno messo fuori dal radar delle azioni pubbliche l’ARCHITETTURA.
Compito dei curatori della mostra è stato quello di creare attenzione all'Architettura da parte delle città, in questo caso Palermo, ma anche Ragusa dove la mostra è partita con un allestimento sul ponte nuovo.
La mostra, pensata itinerante, ha proseguito a Favara a Catania e Messina, sempre in  aree e piazze del centro, per cercare di raggiungere il maggior numero di persone possibili e far comprendere che l'Architettura è un indicatore del grado di civiltà raggiunto dal paese.

I curatori della mostra e progettisti dell'allestimento.  A sx Arch. Gaetano Manganello -  A dx Arch. Mario Chiavetta

 

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